Il CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) riduce, addirittura, la stima dei musulmani a circa il 26%, conteggiando gli immigrati in base all’effettivo contatto con un’organizzazione della loro religione in Italia. Come scrive il ricercatore Andrea Spreafico ci sono due luoghi comuni molto diffusi sulla presenza islamica in Italia: far coincidere l’appartenenza nazionale con quella religiosa, per cui si pensa che la provenienza dell’immigrato da un paese musulmano implichi necessariamente il suo essere religioso e dare per scontato che tutti i musulmani siano praticanti.


Questo tipo di associazione – prosegue il ricercatore – è probabilmente alla base della percezione sovrastimata della presenza di musulmani in Italia, come mostrato dalla rielaborazione di Fanpage di uno studio dell'Economist su presenza reale e percepita della popolazione di credo musulmano in Europa.